Recensioni libri

“Le forme dell’India” di Silvio Grocchetti

Ciao a tutti,

oggi voglio parlavi di un racconto di viaggio che ci porta nella magica terra indiana: “Le forme dell’India” di Silvio Grocchetti edito Alpine Studio che ringrazio di cuore per avermi omaggiata della copia cartacea.

Sinossi

Un giovane ricercatore atterra a Patna in una rovente giornata di luglio e subito si rende conto che la cultura occidentale lo ha plasmato più di quanto crede. Per tre mesi vive e si scontra con una cultura che talvolta fatica ad accettare: la povertà, la condizione della donna, il sistema delle caste, il lavoro, la religiosità, ogni forma della vita indiana sfugge di fatto alle categorie cui siamo abituati. Visita alcuni luoghi chiave, come Bhagalpur e Varanasi, ma il suo non è affatto un viaggio turistico. E infatti, in un paese in cui “le mucche sono molto, molto più al sicuro delle donne”, l’autore sente che è importante raccontare anche luoghi che rappresentano piccoli atti di ribellione, timidi tentativi di cambiare, come il villaggio che pianta dieci alberi di mango ogni volta che nasce una bambina, per assicurarle denaro sufficiente per gli studi e la futura dote; oppure lo Sheroes’ Hangout di Agra, un locale ai piedi del Taj Mahal dove alcune donne sfregiate dall’acido trovano il coraggio di servire ai tavoli e mostrare le proprie ferite. Tra riti sul Gange, odori, tradizioni e incontri, l’autore mostra come partire per l’India significhi innanzitutto essere pronti a spogliarsi dei preconcetti, mettersi in discussione e rivedere ogni pensiero acquisito, magari con dolore, ma con assoluta onestà.

Pagine 207|Prezzo copertina flessibile € 16,00

La mia opinione

“Le forme dell’India” è una sorta di diario di viaggio ma con un’impostazione molto giornalistica, priva di emozioni e sensazioni personali. E questa cosa, se da un lato dà una visione più oggettiva e approfondita, dall’altro secondo me rende il racconto molto freddo e composto.

Quello che secondo me manca in questo libro è proprio la soggettività. Manca la sensazione del viaggio, che può essere sia negativa che positiva ma qui manca.

Molti sono gli spunti interessanti e utili per conoscere più approfonditamente questa terra a tinte forti. Tante informazioni sono secondo me molto valide anche per chi si prepara per un viaggio alla scoperta di questa terra. Ma ho come avuto l’impressione che l’autore volesse dare una visione piuttosto negativa di questo stato. Per quanto, come ho detto, l’impostazione sia molto professionale e oggettiva l’ho trovata un po’ troppo ostile.

È sicuramente un libro stimolante per approfondire molti aspetti sconosciuti dell’India, per conoscere i lati più nascosti e meno chiacchierati ma la scrittura molto formale e dal linguaggio particolarmente ricercato lo ha reso un po’ ostico e meno colloquiale (quello che di solito mi aspetto da un racconto di viaggio). Avrei voluto immergermi un po’ di più in India.

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