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“Layla” di Massimo Piccolo – RECENSIONE

Ciao amici e amiche!

Oggi eccomi qui per parlarvi della mia ultima lettura “Layla” di Massimo Piccolo edito Cuzzolin editore che ringrazio per avermi omaggiata della copia per la recensione

“Layla” di Massimo Piccolo

Sinossi

In una Napoli vera e contemporanea (lontana dal folclore o dal racconto di Gomorra),
nel normale scorrere delle giornate di cinque ragazzi, tra passioni, desideri e i naturali intoppi del diventare adulti, si insinua una realtà fatta di misteri e accadimenti inspiegabili e spaventosi. Chi è Layla e quali segreti nasconde? E chi si cela dietro il personaggio de la sposa, una sacerdotessa amorevole che ha saputo decifrare i mille indizi che la città conserva (ora in una cappella chiusa del Duomo, ora in un dipinto, ora nelle fattezze di una Madonna col Melograno) o una spietata dispensatrice di morte? E Gabriel, mente brillante e razionale immune anche al più piccolo tentennamento, che già a cinque anni ai cartoni animati preferiva i programmi di Piero e Alberto Angela (e socio del Cicap a dodici), riuscirà a interrompere quanto di drammatico e incomprensibile sembra destinato a succedere?

Pagine 392|Prezzo copertina flessibile € 14,90

La mia opinione

“Layla” è stata per me una lettura molto piacevole. Ho letto questo romanzo assieme a un’amica che per la parte esoterica e oscura del libro mi ha dato una bella mano ad avere una visione più completa quindi è anche grazie a lei che sono arrivata a un’opinione più lucida e consapevole.

Ma bando alle ciance, vediamo di parlare di “Layla”. Un romanzo che si addentra nella vita degli adolescenti in maniera molto realistica e coinvolgente. A partire dai dialoghi e dalle dinamiche tra ragazzi il tutto ci viene raccontato con semplicità e realismo. Io per prima mi sono sentita parte di quel gruppo di ragazzi empatizzando con loro.

La parte appunto che definirei young adult secondo me è il punto forte di questo romanzo perché è riuscita a far emergere in maniera molto convincente la vita degli adolescenti di oggi.

La parte noir, in cui ci si addentra in temi esoterici e del folclore napoletano, è quella che più mi ha dato da pensare dopo aver terminato la lettura. Molti sono gli argomenti trattati ma non ben dipanati nel finale. Tanti argomenti e poche spiegazioni. Come si suol dire troppa carne al fuoco. Come anche la figura del padre di Layla che mi è risultata in un primo momento una figura chiave, ma che alla fine non sono riuscita a capire rimanendo una presenza poco chiara.

I personaggi, per quanto riguarda i ragazzi, sono tutti molto ben delineati e caratterizzati sia a livello caratteriale che a livello più introspettivo e questo ha dato forza alla storia. Per quanto riguarda gli adulti, le ho trovate figure molto sfocate, poco delineate.

La scrittura di Piccolo a me è piaciuta molto, molto scorrevole e coinvolgente che mi ha sempre tenuta incollata alle pagine.

In definitiva posso dire che per me è stata una lettura molto piacevole con qualche lacuna sui temi dell’esoterismo che viene inserito ma non ben argomentato. Un buon romanzo per ragazzi.

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