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RECENSIONE “Avana requiem” di Vladimir Hernández

Ciao a tutti,

oggi vi parlo di un thriller caraibico: “Avana requiem” di Vladimir Hernández edito SEM che ringrazio per la gentile collaborazione. Traduzione a cura di Pierpaolo Marchetti.

avana

Valutazione: stella pienastella pienastella pienastella vuotastella vuota

Sinossi

L’Avana è una città violenta e corrotta, che non ha nulla da invidiare alle capitali più pericolose dell’America Latina. Il paradiso del primo periodo rivoluzionario è lontano, così come le immagini da cartolina delle agenzie di viaggi. Insieme al turismo l’isola si è riempita di droga e criminalità. Oltre ai libretti per il razionamento del cibo, a Cuba esiste un fiorente mercato nero. Alla Mazmorra, la stazione di polizia del popoloso quartiere dell’Avana Vecchia, gli ufficiali della Polizia Nazionale Rivoluzionaria cercano di affrontare il disordine sociale, ma spesso persino loro sono costretti a muoversi al di fuori della legge. Corruzione, violenza e bande criminali regnano sull’altra Avana, lontana dalle rotte turistiche, dove la polizia taglieggia le prostitute, i guidatori di risciò e i venditori ambulanti, e dove tutti lottano per uscire dalla povertà e conquistare un minimo di benessere. Tre poliziotti della Mazmorra – il veterano Puyol, intuitivo e intelligente, l’arrivista e spregiudicata Ana Rosa e l’impulsivo Eddy, che prima spara e poi chiede – sono incaricati di risolvere tre casi che riguardano un suicidio sospetto, uno stupratore seriale e l’omicidio di un giovane legato al traffico di droga. Ognuno di loro, lottando contro il tempo, cerca di arrivare alla soluzione usando tutti i mezzi che ha, leciti e non, perché una cosa è certa, essere un poliziotto all’Avana significa sporcarsi le mani

Pagine 298 | Prezzo cartaceo € 18,00| Prezzo ebook € 7,99 | Link per l’acquisto Amazon CARTACEO e EBOOK

Recensione

“Avana requiem” è indubbiamente un thriller diverso dai soliti a cui siamo abituati. Sia per trama che per scrittura e impostazione. Una storia che si dirama in diversi casi che vanno a creare una rete di crimini apparentemente irrisolvibili che Hernández ci propone come quadro della realtà cubana. Autorità corrotte, che combattono il crimine con le stessi mezzi del crimine stesso.

Partendo dall’ambientazione, a cui io tengo sempre molto, in questo romanzo Cuba è ben presente, la si respira in ogni pagina tanto da divenire quasi la protagonista. L’autore è riuscito a fare un quadro ben nitido della società cubana. Le indagini, dei diversi casi, ci vengono esposte a capitoli alterni, questo crea in un primo momento un po’ di smarrimento ma poi prendendo il ritmo ho trovato che questa scelta ha creato maggiore suspence.

Il problema maggiore che ho riscontrato in questo romanzo, o almeno per me lo è stato, sono le indagini molto frammentarie e discontinue. Si arriva ad una risoluzione dei casi in maniera frettolosa solo alla fine. Io preferisco un’indagine un po’ più seguente, capendo i vari meccanismi che hanno portato alla risoluzione. Questo mi ha lasciata con l’amaro in bocca sono sincera e non molto soddisfatta. È anche vero che questo è il primo romanzo di una serie quindi confido in un proseguo che sistemi diverse situazioni lasciate aperte in questo primo capitolo.

La scrittura di Hernández è semplice e diretta, e nonostante gli sbalzi da un’indagine all’altra non perde mai di scorrevolezza. Nota di merito per la casa editrice che ha inserito il glossario con le parole in lingua, che io amo sempre molto.

Quindi, tirando le somme, mi aspettavo qualcosa in più, non è un brutto thriller ma allo stesso tempo non mi ha convinta appieno, spero di leggere presto il seguito per potermi ricredere.

Il mercato nero e il commercio sessuale tessevano una specie di ragnatela tra i due estremi, invisibile all’osservatore comune, una radiazione di fondo con un codice cifrato fatto di furbizie di strada.

Spero di avervi incuriositi e se lo avete letto fatemi sapere cosa ne pensate.

A presto!

-Federica-

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