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RECENSIONE “L’educazione” di Tara Westover

Ciao a tutti,

rieccomi finalmente con una nuova recensione. Ultimamente sono un po’ latitante, ma ho la voglia di fare di un bradipo e rimando sempre, ma ormai è arrivato il momento di darmi una mossa visto che il libro di cui vi parlo oggi l’ho letto a febbraio. Sì, direi che è proprio giusta l’ora di parlarvi de ‘L’educazione’ di Tara Westover edito Feltrinelli.

l'educazione

Valutazione: stella pienastella pienastella pienastella pienastella mezza

 

Sinossi

Tara, la sorella Audrey e i fratelli Luke e Richard sono nati in una singolare famiglia mormona delle montagne dell’Idaho. Non sono stati registrati all’anagrafe, non sono mai andati a scuola, non sono mai stati visitati da un dottore. Sono cresciuti senza libri, senza sapere cosa succede nel mondo o cosa sia il passato. Fin da piccolissimi hanno aiutato i genitori nei loro lavori: in estate stufare le erbe per la madre ostetrica e guaritrice, in inverno lavorare nella discarica del padre, per recuperare metalli. Fino a diciassette anni Tara non aveva idea di cosa fosse l’Olocausto o l’attacco alle Torri gemelle. Con la sua famiglia si preparava alla sicura fine del mondo, accumulando lattine di pesche sciroppate e dormendo con uno zaino d’emergenza sempre a portata di mano. Il clima in casa era spesso pesante. Il padre è un uomo dostoevskiano, carismatico quanto folle e incosciente, fino a diventare pericoloso. Il fratello maggiore Shawn è chiaramente disturbato e diventa violento con le sorelle. La madre cerca di difenderle, ma rimane fedele alle sue credenze e alla sottomissione femminile prescritta. Poi Tara fa una scoperta: l’educazione. La possibilità di emanciparsi, di vivere una vita diversa, di diventare una persona diversa. Una rivelazione. Il racconto di una lotta per l’autoinvenzione. Una storia di feroci legami famigliari e del dolore nel reciderli.

Pagine 380 | Prezzo cartaceo € 18,00 | Prezzo ebook € 9,99 | Link per l’acquisto Amazon CARTACEO e EBOOK

Recensione

‘L’educazione’ è stata una lettura per me illuminante, sconvolgente e disturbante. Disturbante nel senso che il racconto, ricordo che si tratta di una storia vera, mi ha spesso messo una rabbia e un senso di impotenza terribile.

Le condizioni in cui Tara (autrice e protagonista) viene cresciuta sono al limite dell’umano. Niente scuola, niente dottori, medicine, niente certificato di nascita. Una vita vissuta come se non esistesse. La follia del padre (effettivamente e terribilmente malato a livello mentale) e la sua fede religiosa professata in maniera estremista oserei dire, lo porta a crescere una famiglia in condizioni impensabili. Questo mi ha davvero sconvolta.

La cultura nella nostra famiglia era una questione da autodidatti: potevi imparare tutto quello che riuscivi a studiare da solo, dopo che avevi finito di lavorare.

È sicuramente un romanzo che mi ha fatto molto riflettere. Mi ha fatto molto arrabbiare: penso di non aver mai trovato in un romanzo personaggi da odiare così tanto come il padre e la madre di Tara. Il problema è che qui i personaggi sono persone vere, reali e proprio questo mi ha destabilizzata.

Io e mio padre guardammo il tempio. Lui vedeva Dio, io vedevo granito. Ci guardammo. Lui vedeva una donna dannata, io un vecchio demente, letteralmente sfigurato dalle sue convinzioni.

La narrazione è sempre molto asciutta, l’autrice non si perde mai a manifestare molto le proprie emozioni. La parte emotiva della protagonista infatti secondo me è l’unica cosa che manca a questo romanzo, che inutile dirlo, mi ha conquistata. In diversi punti ho notato come una parvenza di emozione spuntare e poi una veloce deviazione, come se l’autrice volesse trattenersi dal manifestare i propri sentimenti. Le emozioni più evidenti, ma pur sempre solo accennate, le si percepiscono quando racconta dei vari rapporti con i fratelli e la sorella. Quello che si legge ne ‘L’educazione’ è quasi esclusivamente un racconto di fatti accaduti. Questo da un lato un po’ mi è dispiaciuto perché avrei voluto empatizzare di più con la protagonista Tara, capire le sue emozioni. Ma dall’altro lato capisco che una persona cresciuta in un ambiente e con regole simili arrivi a forgiare un carattere sì più determinato ma anche più chiuso, e proprio questa chiusura, questa freddezza è evidente nel racconto.

Lo stile di scrittura è molto semplice ma allo stesso tempo anche molto scorrevole e mi ha rapita sin da subito. Complice sicuramente l’argomento, per me sconosciuto, che mi ha incuriosita e poi definitivamente conquistata. Tant’è che sempre sull’argomento ho già recuperato un titolo molto meno noto (direi quasi sconosciuto), ‘Mosquito Coast’ di Paul Theroux, di cui esiste anche il film, forse un po’ più famoso rispetto al libro. Vi farò sapere.

Ricapitolando, ho trovato ‘L’educazione’ un romanzo davvero bello, scorrevole che però credo possa non piacere a tutti per il bassissimo lato emotivo presente. A me questo non ha dato fastidio più di tanto ma capisco che a molti potrebbe pesare. Per quanto mi riguarda però posso dirvi che è un libro da leggere. Una bellissima storia di sofferenza, di forza, di rivincita e di amore per la vita e la conoscenza.

 Il passato era uno spettro inconsistente e inoffensivo. Solo il futuro contava.

Spero di avervi incuriositi e se lo avete letto fatemi sapere cosa ne pensate.

A presto!

-Federica-

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2 pensieri riguardo “RECENSIONE “L’educazione” di Tara Westover”

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