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Review Party – “Il fabbricante di sogni” di R.M. Romero RECENSIONE

Ciao a tutti,

oggi ho il piacere di parlarvi di un romanzo in uscita domani, 26 febbraio, ossia ‘Il fabbricante di sogni’ di R.M. Romero edito da DeA Planeta che ringrazio per la collaborazione e per avermi inviato la copia digitale in anteprima.

La mia recensione fa parte di un Review Party che ho organizzato quindi a fine articolo vi lascerò i link anche alle altre recensioni dei blog e pagine con cui ho collaborato.

Review Party

Valutazione: stella pienastella pienastella pienastella vuotastella vuota

 

Sinossi

Cracovia, 1939. È un giorno come tanti quello in cui una bambola di nome Karolina prende vita nella polverosa bottega di un giocattolaio. Una magia inaspettata che rompe la monotonia della solitaria esistenza di Jozef. Jozef è un uomo burbero che ha conosciuto la guerra e non è mai riuscito a ricomporre i pezzi del suo cuore infranto. Ma, quando Karolina entra nella sua vita come una ventata d’aria fresca, le cose cambiano. Nella bottega del giocattolaio torna il sorriso e Jozef si avvicina a un violinista ebreo e a sua figlia, per la quale realizza una splendida casa di bambole. Proprio nel momento in cui tutti sembrano finalmente aver trovato la felicità, però, l’ombra nera del nazismo si allunga sulla Polonia. I nuovi amici ebrei si trovano all’improvviso in pericolo, e Jozef non intende abbandonarli per nessun motivo. Anche se questo significa sacrificare se stesso. “Il fabbricante di sogni” è una vera e propria favola universale, un’allegoria, più attuale che mai, sulla guerra e sull’odio razziale. Una storia che ci ricorda quanto sia importante credere nella magia, e nell’amore, per sopravvivere all’orrore della realtà.


Pagine 228 | Prezzo cartaceo € 17,00 | Prezzo ebook €9,99 | Link per l’acquisto Amazon QUI

Il fabbricante di sogni

Recensione

‘Il fabbricante di sogni’ è stata una lettura molto particolare, secondo me adatta anche ai ragazzi dai 14/15 anni, che mi ha trasportata in una singolare favola per adulti dove magia e realtà si fondono per dare vita a una storia dolce-amara che mi ha da un lato stupita e da un lato delusa e ora vi spiego perché.

Partiamo dai punti forti. L’ambientazione, Cracovia nei primi periodi dell’occupazione tedesca nel 1939 sino alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Ho amato la scelta di questo sfondo e soprattutto la scelta di raccontare l’occupazione e le prime dinamiche dell’insedio tedesco nel paese. Spesso si sente parlare di Olocausto ma poco dei primi attimi in cui tutto è partito, quando i tedeschi hanno iniziato il loro “lavoro” di umiliazione della popolazione polacca. Il fatto di mettere in netta contrapposizione il bene e il male. Una netta distinzione tra chi sceglie di essere gentile nonostante tutto e chi invece esegue senza chiedersi quali possano essere le conseguenze.

Puoi annientare una persona, Karolina, ma cancellare la sua storia è molto più difficile. Nessuno smette davvero di esistere finché la sua storia continua a vivere.

Ho amato tantissimo l’idea, a mio parere geniale, di inserire la magia in un contesto simile, dando quel piccolo bagliore di speranza quando la speranza non c’era. Ho adorato questo rapporto magico tra il Giocattolaio e la sua bambola Karolina. Un legame insolito e quasi grottesco oserei dire, che aveva del potenziale da vendere. Dico aveva perché secondo me il vero potenziale di questa storia non è stato sfruttato al meglio. Ora mi spiego meglio.

L’idea di base di inserire la componente fantasy all’interno di un contesto storico come la Seconda Guerra Mondiale è sicuramente un azzardo, proprio per questo l’autrice avrebbe potuto spaziare maggiormente nell’ambito fantasy. Volevo vedere più dinamicità, più avventura, più azione. Invece mi sono trovata davanti ad una trama, seppur fluida e senza intoppi, troppo piatta. La scrittura semplice e scorrevole ma poco coinvolgente non mi ha sicuramente aiutata a entrare maggiormente nella storia.

“Dirsi addio è sempre diffcile” rispose l’uomo. “Soprattutto in tempo di guerra”.

I problemi principali di questo romanzo (ovviamente a mio parere e relativamente ai miei gusti) sono la freddezza della narrazione che non è riuscita a farmi emozionare e la mancanza di un passato. Non si sa quasi niente del passato del Giocattolaio se non che è un reduce della Grande Guerra. Avrei voluto una caratterizzazione maggiore e meglio definita di questo personaggio e anche dei personaggi di contorno, di cui si sa poco o niente.

Quindi, tirando le somme, non posso dire che non mi sia piaciuto ma allo stesso tempo non mi ha convinta fino in fondo. Ma questo è il mio pensiero quindi vi invito ad andare a leggere cosa ne pensano le mie colleghe di questo libro.

La magia non è altro che questo: far succedere le cose perchè desideri che diventino realtà.

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A presto!

-Federica-

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