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RECENSIONE “La vegetariana” di Han Kang

Ciao a tutti,

oggi vi parlo del primo romanzo terminato nel 2019. Si tratta de “La vegetariana” di Han Kang. Io ho l’edizione uscita in edicola per La Repubblica e L’Espresso della collana ‘La biblioteca del mondo’, collana a mio parere molto interessante con titoli ben selezionati. Se però volete recuperare questo titolo nella sua versione originale lo trovate edito Adelphi.

la vegetariana

Valutazione: stella pienastella pienastella pienastella pienastella mezza

 

Sinossi

“Ho fatto un sogno” dice Yeong-hye, e da quel sogno di sangue e di boschi scuri nasce il suo rifiuto radicale di mangiare, cucinare e servire carne, che la famiglia accoglie dapprima con costernazione e poi con fastidio e rabbia crescenti. È il primo stadio di un distacco in tre atti, un percorso di trascendenza distruttiva che infetta anche coloro che sono vicini alla protagonista, e dalle convenzioni si allarga al desiderio, per abbracciare infine l’ideale di un’estatica dissoluzione nell’indifferenza vegetale. La scrittura cristallina di Han Kang esplora la conturbante bellezza delle forme di rinuncia più estreme, accompagnando il lettore fra i crepacci che si aprono nell’ordinario quando si inceppa il principio di realtà – proprio come avviene nei sogni più pericolosi.

Recensione

‘La vegetariana’ è un libro piccolino (la mia edizione conta 168 pagine) ma intenso, crudele e potente.

Questo romanzo mi è stato regalato per Natale da mio marito, e seppur fosse un titolo che ho spesso adocchiato anche grazie alle opinioni positive lette sui social e sui blog, è sempre stato un libro che sì mi incuriosiva ma non avrei mai acquistato di mia spontanea volontà. Quando mi è arrivato inaspettato però, mi sono sentita attratta e ho voluto iniziarlo praticamente subito.

Sin dalle prime pagine, dalle prime frasi dell’incipit, ho capito che sarebbe stata una lettura che mi avrebbe fatto male, mi avrebbe fatto pensare e così è stato.

‘La vegetariana’ racconta la degenerazione di Yeong-hye che di punto in bianco, dopo aver fatto un sogno, smette di mangiare carne e qualsiasi derivato degli animali. Un percorso doloroso e malato che la porta a diventare digiunante.

Il romanzo è diviso in tre parti: la prima raccontata dal marito, un uomo maschilista, mediocre e fondamentalmente un inetto che pena solo a sé stesso; la seconda raccontata dal cognato, che è una persona anch’egli maschilista ed insoddisfatto della vita, che io ho percepito come una mente malata; infine la terza parte raccontata dalla sorella che cercherà di capire Yeong-hye partendo dal loro passato.

Tutte e tre le voci narranti hanno un loro peso nella storia. Tutte e tre contribuiscono a uno stadio degenerativo della protagonista, dando allo stesso tempo un senso di impotenza al lettore perché mai la voce narrante passa alla vera protagonista se non per qualche breve sogno che ci viene esposto qua e là.

La pazzia, quella più cupa e profonda, fa da filo conduttore di questo racconto. Le scene descritte sono spesso forti e disturbanti, per questo penso che sia un libro non adatto a tutti. Non aspettatevi un finale perfetto, una chiusura del cerchio o un’analisi accurata della mente umana perché ‘La vegetariana’ questo non è. È un romanzo che oserei definire imperfetto come imperfetta è la vita, in particolare la vita di Yeong-hye.

Han Kang, una scrittrice coreana, ha saputo creare un romanzo duro, crudele e terribilmente vero, perché non sempre la pazzia ha una spiegazione, non sempre si riesce ad arrivare alla verità. Lo stile di questa autrice è coinvolgente, diretto e scorrevole. Mi ha rapita da subito portandomi ad un finale che non mi aspettavo.

Un romanzo per chi non ha paura di addentrarsi in una mente disturbata e per chi ama i romanzi intensi, graffianti e originali. Un libro che sicuramente lascia il segno.

Prima che mia moglie diventasse vegetariana, l’avevo sempre considerata del tutto insignificante. Per essere franco, la prima volta che la vidi non mi piacque nemmeno. […] Tuttavia, pur non avendo attrattive speciali, non presentava nemmeno particolari difetti, e quindi non ci fu ragione di non sposarci.

Spero di avervi incuriositi e se lo avete letto fatemi sapere cosa ne pensate.

A presto.

-Federica-

 

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4 pensieri riguardo “RECENSIONE “La vegetariana” di Han Kang”

  1. Quella son sincera è la scena che più mi ha turbata. Mi ha lasciato un senso di tristezza e di rabbia che mi ha davvero sconvolta nel profondo. Sicuramente la scena più devastante. Anche la seconda parte, quella del cognato, mi ha destabilizzata parecchio.

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