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RECENSIONE “Anatomia di un incubo” di James Carol

Ciao a tutti,

oggi vi parlo di un thriller ipnotico ed adrenalinico edito Giunti editore che vi terrà incollati alle pagine.

Valutazione: stella pienastella pienastella pienastella pienastella mezza

Sinossi

Mentre su Londra si abbatte una violenta bufera di neve e tutti sono impegnati nei preparativi natalizi, un folle criminale rapisce le donne, le tortura per giorni, ma non le uccide: prova piacere nello spegnere in loro ogni scintilla di vita, prima di lasciarle andare. La polizia brancola nel buio e l’ispettore Hatcher sa che solo una persona è in grado di aiutarli: Jefferson Winter, il miglior profiler americano. Figlio di uno spietato serial killer, Winter è ossessionato dal suo passato, che però gli ha regalato un intuito infallibile: nessuno come lui riesce a penetrare la psicologia delle menti criminali. Ma questo caso è diverso: perché mutilare una donna imprigionandola nel suo corpo per sempre, rendendola insensibile al mondo esterno e totalmente dipendente dagli altri? Un destino più atroce della morte. Le vittime aumentano e il maniaco è sempre più assetato: tra poco toccherà alla numero cinque e non c’è un attimo da perdere. Con l’aiuto dell’affascinante Sophie Templeton, la caccia all’uomo ha inizio…

Recensione

‘Anatomia di un incubo’ è la classica lettura da blocco del lettore, quel libro che ti fa tornare la voglia di leggere perché ti cattura e non ti lascia andare finché non lo termini.

Un thriller che parte in quarta con un incipit pazzesco che vede il protagonista, Winter, in una sala del carcere ad assistere all’esecuzione della pena di morte al padre, serial killer spietato.

Winter è il più famoso profiler americano, diventato tale forse per la voglia di riscattare le vittime del padre o forse per quelle tre parole che il padre gli disse in punto di morte. Il caso che si troverà a gestire a Londra è davvero atroce, un serial killer che non lascia cadaveri ma donne in stato vegetativo a causa della lobotomia che pratica su di loro prima di lasciarle andare.

“Sono diventato poliziotto perchè mio padre era un serial killer.”

James Carol ci farà entrare, con sapiente maestria e spesso con crudeltà, nella mente del profiler per capire come esso riesca ad arrivare alla soluzione e nella mente del killer per capirne le azioni e le motivazioni che all’inizio sembrano quasi non esserci. Una corsa contro il tempo, le vittime continuano ad aumentare, e il serial killer sembra non fare mai sbagli: arriva, rapisce e scompare senza lasciare traccia alcuna.

Ho amato tantissimo questa lettura perché avevo bisogno di un romanzo scorrevole, dinamico ed adrenalinico e ‘Anatomia di un incubo’ è tutto questo. L’ho iniziato senza troppe pretese, avevo bisogno di un romanzo leggero e che mi distraesse, e per quanto leggero non lo sia, per le scene a volte un po’ forti e per la crudeltà del serial killer, mi ha catturata e trasportata nella storia già dopo le prime righe. Inoltre, ho trovato i personaggi ben costruiti e ben caratterizzati, in particolare il protagonista Winter l’ho trovato davvero fantastico (forse anche per il suo passato) e spesso mi ha ricordato la serie tv ‘The mentalist’, che adoro!

Lo stile di scrittura è scorrevole ed ipnotico, tenendo dall’inizio alla fine con il fiato sospeso. Ci vengono esposti due punti di vista: quello di Winter in prima persona e quello della vittima numero cinque in terza. E personalmente, quello che racconto quello che vive la vittima l’ho trovato davvero terrificante.

Sarebbe morta, ne era certa, ma non era quello che la spaventava di più. Il suo più grande terrore era il fatto di essere ancora viva.

Il finale l’ho trovato leggermente affrettato, avrei voluto sapere qualcosa in più del passato del killer, un personaggio mentalmente deviato, indubbiamente, ma con un passato particolarmente pesante che avrei voluto scoprire un po’ di più. Ma per quanto mi riguarda non posso che consigliarvelo.

“L’apparato della giustizia non ha niente a che fare con la colpevolezza o l’innocenza” osservai. “Lo sai bene quanto me. Tutto dipende da chi può permettersi l’avvocato migliore”

Spero di avervi incuriositi e se lo avete letto fatemi sapere cosa ne pensate.

A presto.

-Federica-

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